Tradurre le frasi idiomatiche

Tra gli aspetti più affascinanti di una lingua straniera ci sono le espressioni idiomatiche, quelle che offrono una sfida al traduttore e lo mettono di fronte a una necessità, che sia quella di trovare un equivalente sufficientemente esplicativo e corretto della frase oppure una certa creatività e inventiva per reperire un traducente che mantenga il registro, il colore e, ovviamente, il significato. Un idioma è in genere definito come un gruppo di parole che, preso nel suo insieme come frase fatta, significa qualcosa di diverso dalle parole in cui è composto. Un esempio: Se non è zuppa è pan bagnato oppure nella parlata romana Dimmi il Pantheon e non la Rotonda in cui si dice all’interlocutore di dire le cose così come sono, senza usare termini che nessuno conosce (l’espressione proviene dal fatto che a Roma, Piazza della Rotonda è dove si trova il Pantheon ma tutti chiamano la piazza “il Pantheon” e quasi nessuno direbbe “Ci vediamo a piazza della Rotonda”). Un altro esempio interessante è l’espressione nota in alcuni quartieri romani per indicare l’acqua fredda del rubinetto: “un siberiano liscio” – ma quanti conoscono quest’espressione locale? Molti più di quanto si pensi).

Frasi idiomatiche interessanti in inglese, da questo punto di vista, sono out of the blue, bark up the wrong tree o la bella espressione between the devil and the deep blue sea, non facili da capire sull’immediato e senza contesto. A volte, capire il senso di una frase idiomatica si rivela facile per intuizione facendo ricorso al contesto nel quale è stata usata: un dialogo, un passaggio descrittivo, la caratterizzazione di un personaggio e dei suoi comportamenti. Spesso, tuttavia, l’espressione resta qualcosa di oscuro, tra l’altro non facile da reperire sul dizionario scomponendola parola per parola e anche intuendo il senso, non sempre è possibile da rendere direttamente nella lingua che si sta traducendo per vari motivi: può mancare completamente l’equivalente e quindi la traduzione letterale è priva di senso; l’equivalente ha uno spessore inferiore all’originale perché manca il referente nella cultura d’arrivo; l’espressione tradotta è più icastica dell’originale e mostra che la traduzione ha un po’ forzato la mano sulla resa. Importante, tuttavia, resta non travisare il significato della frase idiomatica nella sua interezza e nel contesto in cui è stata usata, che si tratti di un cliché o di un modo di dire diffuso e consolidato.

Ogni lingua ha le sue frasi idiomatiche; alcune di queste frasi sono riconoscibili anche in un’altra lingua. E’ il caso di Achille’s heel oppure ace up one’s sleeve (il tallone di Achille, l’asso nella manica) che prima di essere idiomi sono metafore o metonimie stratificate culturalmente e storicamente. Nel bel libro di George Lakoff Metaphors We Live By (tradotto in italiano come Metafora e vita quotidiana) sono proprio queste frasi a mostrarsi con una frequenza sorprendente e persino superiore a quanto pensiamo, dalla vita quotidiana alla politica, dal giornalismo al mondo del lavoro; frasi che sono in grado di rivelare le strutture profonde che governano l’uso della lingua tra i parlanti e anche durante una certa fase politica, storica, culturale (basti pensare all’uso delle metafore di guerra o linguaggio violento durante i periodi bellici).

Le frasi idiomatiche, in effetti, sono molto frequenti nel linguaggio parlato e aggiungono spessore e colore alla lingua creando delle vere e proprie immagini nella mente di chi parla e di chi ascolta. Le frasi idiomatiche sono particolarmente caratteristiche di una lingua e variano con i referenti culturali di quella data lingua, con le credenze o le pratiche che hanno portato una data comunità di parlanti a elaborare quella speciale frase. Nel tempo possono essere state usate così tanto e così spesso da essere diventate dei cliché o essere entrate in un gergo o in una parlata locale o nel linguaggio specifico di un certo gruppo. Come figure retoriche (metafora, metonimia, sineddoche) possono fare riferimento al tempo, allo spazio, all’amore, all’odio, a parti del corpo, a oggetti, a animali, a giochi e a tanto altro.

Con questo post iniziamo un ciclo di articoli dedicato alle frasi idiomatiche in inglese con l’idea di offrire uno spunto di due tipi: da una parte, la possibilità di rivedere alcune espressioni note e meno note e, nel caso, imparare nuovi modi di dire; dall’altra, il tentativo di tradurre alcune espressioni idiomatiche con un equivalente italiano che sia naturale e, ovviamente, corretto.

Ace in the hole: a hidden but effective means of winning a conflict – Asso nella manica.

Ace up one’s sleeve: to have an effective but hidden means to accomplish something – (Avere un) asso nella manica

Acid test: the most crucial or important test of worth – Cartina di tornasole

Accross the board: equally for everyone, for everything, or in all cases – uguale per tutti, senza distinzioni.

Actions speak louder than words: the things that people do (actions) are more important than the things they say (words) – i fatti contano più delle parole.

Albatross around one’s neck / Millstone around one’s neck: something or someone that is a burden and difficult to get rid of – Un peso morto.

All kidding aside: speaking seriously – A parte gli scherzi.

All thumbs: uncoordinated and awkward, especially with one’s hands – Avere le mani di burro.

All wet: wrong to the point of being silly or unbelievable – Esempio: He’s all wet if he thinks I’m going to believe his lies.  Essere fuori (di testa), essere svitato/a.

Along for the ride: to be present for an activity without taking part in it – Fare qualcosa per il piacere della compagnia. Esempio: I don’t need to do any shopping, but perhaps I’ll come along for the ride if that’s okay with you.

Apple of one’s eye: a person or thing that is precious or loved above all else – Il cocco di mamma.

Armed to the teeth: well-equipped with weapons – Armato fino ai denti.

As the crow flies: directly or in a straight line, without roads – In linea d’aria.

At loggerheads: in strong disagreement, in a quarrel; at an impasse – Ai ferri corti.

At one’s wits end: at a loss about what to do next; in a state of frustration – Aver sparato tutte le cartucce.

At a drop of a hat: on any pretext; without needing an excuse or reason – Esempio: Those workmen look for any reason to stop working. They’ll put down their tools at the drop of a hat.   “Per questi operai ogni scusa è buona per smettere di lavorare”

At the end of one’s rope: no longer able to deal with a bad situation  – Esempio: We can’t tolerate that dog anymore. We’re going to give it away because we’re at the end of our rope. Quindi: non poterne più, essere allo stremo.

(To have an) Ax to grind: a hidden reason for wanting something or for not liking someone or something – (avere) il dente avvelenato. Esempio: Why do you keep telling me not to buy anything from that store? Do you really think they sell bad products, or do you have some kind of an ax to grind?

Go Back to square one: return to the beginning – Ripassare per il via (ricominciare tutto daccapo).

(To have your) back to the wall: to be in a difficult or desperate situation – Essere con le spalle al muro.

Backhanded compliment: a criticism that is phrased in such a way that it appears to be a compliment. Complimenti travestiti oppure falsità col sorriso.

Backseat driver: a person who gives driving orders when he/she is not the driver – Come i vecchietti che guardano i cantieri dando magari consigli mentre gli operai lavorano così il “guidatore nel sedile posteriore” è quello che dice come guidare dal sedile posteriore.

Bad blood: negative or ill feelings – letteralmente: cattivo sangue; odio.

Bark up the wrong tree: to misdirect one’s efforts or argument – Prendersela con la persona sbagliata, bussare alla porta sbagliata.

(To have) Bats in one’s belfry: harmlessly crazy or eccentric – Essere suonato; essere un po’ suonato , essere pazzo (anche se “essere pazzo” non rende il colore dell’espressione originaria, molto più icastica, perché “belfry” è la torre dove suona la campana e per analogia rimanda alla “testa”).

To beat a dead horse – to argue or pursue a point or topic without the possibility of success. Letteralmente: picchiare un cavallo morto, suggerimento: battere un pista morta? Fare un buco nell’acqua? Esempio della frase in inglese: They should give up trying to argue with the boss on that subject. They’re beating a dead horse.

Beat a hasty retreat: to run very fast in the opposite direction Battere in ritirata.

Beat about/around the bush: to speak or write evasively; to talk around an issue. If you disagree with my opinion, just tell me. Don’t beat around the bush.  Quindi: girare intorno (a un argomento); girarci intorno.

Beat someone to the punch: to do something before someone else does it . Battere qualcuno sul tempo; precedere qualcuno nel fare qualcosa.

Beyond the pale: beyond or outside the limits of morally or socially acceptable behavior. Per esempio: 1. That remark Jerry made wasn’t simply in poor taste. It was beyond the pale. 2. Ron received an invitation to dinner and didn’t have the decency to let his hosts know he wouldn’t be able to attend. I think that kind of behavior is beyond the pale.

Questa espressione è interessante perché la parola “pale” non deve essere confuse con l’aggettivo “pallid”. Qui, “pale” significa un’area circondata da una palizzata o da una recinzione governata da un’autorità. Nella storia britannica, the pale era una zona intorno a Dublino che fu colonizzata e governata dagli inglesi. Pertanto, “beyond the pale” era tutto ciò che si trovava fuori da quell’area e quindi, per gli inglesi, significava essere fuori dalla legge e dall’ordine, ossia fuori dalla civiltà. Per mantenere una certa coerenza non troppo “politicamente” carica, si potrebbe tradurre l’espressione con fuori dal mondo.

(to be continued…)

Annunci

2 commenti

    • redazionemetatext
      Permalink

      Grazie. Questo è il primo articolo di una serie dedicata al tema del linguaggio idiomatico nell’ambito della traduzione e dell’apprendimento per analizzare le strutture profonde del linguaggio e migliorare la competenza linguistica. Per ora stiamo lavorando sulla combinazione inglese – italiano e speriamo presto di pubblicare altri articoli sul francese e sul tedesco.

      Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...