Teaching English with Life

A red fox
PHOTOGRAPH BY KALMER LEHEPUU, NATIONAL GEOGRAPHIC YOUR SHOT Dal sito: http://proof.nationalgeographic.com/2015/10/02/photo-of-the-day-best-of-september/

 

PARTO qui con la prima di una serie di recensioni di libri che utilizzo nella didattica dell’inglese o che ho impiegato nei corsi precedenti, destinati ad adulti. Il testo di cui parlo oggi è molto articolato e lo consiglio per classi con un livello di scolarizzazione medio alta, ottimo per contesti accademici e per coloro che si impegnano in corsi di inglese dal passo lungo (40-50 ore almeno) e vogliono spingersi un po’ oltre il mero contesto della lingua tout court (ammesso che sia possibile distinguere la lingua dalla cultura che l’ha prodotta… ma questo è un altro paio di maniche).

SI TRATTA di LIFE, il libro della National Geographic Learning che rientra nelle proposte della Cengage Learning, un editore di primo piano nell’offerta di soluzioni innovative per la didattica, l’apprendimento e la ricerca in ambito accademico e professionale http://edu.cengage.co.uk/about-us.aspx. Ho impiegato questo libro per la prima volta l’anno scorso per alcuni corsi intermediate e upper intermediate, con risultati molto soddisfacenti in termini di apprendimento e stimolo alla conoscenza dei contesti in cui utilizzare l’inglese (e il risultato è che non solo è migliorato l’inglese ma anche la riflessione sulla lingua in generale). I gruppi di apprendimento erano compositi per formazione (tutti laureati o in fase di laurea) e per contesto lavorativo, e ne facevano parte professionisti, studenti universitari e impiegati del settore pubblico che avevano scelto di studiare l’inglese per motivi lavorativi e personali. Data l’eterogeneità degli interessi e degli obiettivi di ciascuno (alcuni dedicavano più tempo libero alla lettura, altri avevano interessi nel settore economico, altri ancora avevano interessi artistici che andavano dal cinema al teatro), un libro che proponesse argomenti di grande attualità con uno sguardo alla geografia umana e al mondo globale, con topics su tecnologia, ambiente, sostenibilità e sviluppo socio-economico è sembrato la scelta migliore, innanzitutto per il syllabus proposto. Il materiale è raccolto dagli archivi del National Geographic e suddiviso in unità; e fin qui nulla di particolarmente innovativo. Ma il modo in cui le unità di apprendimento sono organizzate, e come gli obiettivi linguistici si abbinano al contenuto, sono solo due degli aspetti più importanti di questo libro. Intanto anche gli studenti più scettici, quelli del tipo “devo studiare inglese perché mi serve ma non so niente dei paesi in cui si parla” (una cosa che fa restare a bocca aperta, ma vi assicuro che si sente spesso), restano coinvolti dalla gamma di argomenti e dal modo in cui sono presentati: la visione del National Geographic conquista tutti e, se non lo fa, ti stimola ad andarti a guardare qualche video dal sito, se non altro per non restare indietro agli altri. Ma torniamo agli aspetti meramente didattici: i video,  i testi per l’ascolto e quelli di lettura permettono di trasferire le nozioni e le informazioni del contesto proposto (il mondo secondo National Geographic) all’esperienza personale dei partecipanti al corso e il risultato è davvero notevole. La classe è coinvolta e ogni studente è stimolato a esprimere le proprie idee in relazione all’argomento affrontato, utilizzando gli input assai ricchi per argomento, materiali, terminologia, vocabolario, espressioni idiomatiche e modi di dire. Con una classe di adulti di età compresa tra 24 e 55 anni, il lavoro è stato molto facilitato da un’interazione continua tra le personalità e tra i diversi modi di apprendere (una cosa che ben conoscono tutti i language trainer e che a volte richiede molto lavoro psicologico e ovviamente didattico per amalgamare un gruppo eterogeneo).

I GENERAL TOPICS vanno da: People and places a science and technology, history, animals, environment, corredati di bellissime fotografie, di video finalmente ben fatti e intelligenti e di articoli di grande interesse. Tutto il materiale ha l’obiettivo, naturale e per niente artefatto (cosa rara in molti libri di inglese, a dire il vero…), di stimolare il pensiero critico attraverso la lettura intratestuale, differenziando tra opinioni e fatti, spingendo a valutare l’affidabilità delle fonti, la rilevanza delle informazioni e a individuare le tecniche di ogni autore per persuadere il lettore o stimolare l’approfondimento di alcuni aspetti, portando lo spirito di National Geographic sul piano dell’apprendimento linguistico in maniera critica e ben informata.

LA METODOLOGIA DI LIFE si basa su un principio di autenticità dei testi di lettura e dei video (adattati a seconda del livello) e tratta la grammatica non solo come norma rigida e inamovibile (sono finalmente lontani i tempi in cui l’accigliata insegnante ti minacciava con lo sguardo se non usavi esattamente le parole che lei aveva in mente) ma anche come prassi, stimolando una certa libertà perché l’apprendente è spinto a personalizzare le strutture e a metterle in pratica, usarle insomma, nel contesto delle proprie esperienze. La lingua, verrebbe da dire, si muove nel contesto e si evolve all’evolversi di questo. Anche per il vocabolario, l’approccio di LIFE tiene conto delle ricerche recenti[1] accanto a metodi consolidati. Serie lessicali, focus sulle parole, costruzione lessicale e glossari aiutano a incrementare il vocabolario e la creatività con esercizi molto aggiornati, in grado di migliorarne notevolmente l’uso in chi parla, attraverso tecniche di contrasto e analogia semantica. Questo permette di fissare la nuova lingua nelle strutture esistenti, portando a capire con più chiarezza l’uso linguistico e a capire l’evoluzione della lingua che si muove nei meandri di un mondo che supera finalmente gli steccati dell’inglese britannico come unico orizzonte, per restituire alla lingua la sua dimensione globale.

[1] Segnalo un riferimento in questo senso a due ricerche: Vocabulary and Language Teaching  By Ronald Carter, Michael Mccarthy, Routledge 2014 e una ricerca di sintesi del 2010 dal titolo A Review of Current Research in Vocabulary Instruction a cura del National Reading Technical Assistance Center, RMC Research Corporation

 

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